Era il Natale di un po’ di anni fa, ero incinta di mio figlio, con lo stomaco sempre in subbuglio per le nausee.
Ero forse l’unica, al primo controllo dal ginecologo alla fine del terzo mese, ad essere dimagrita a furia di vomitare anche l’aria che respiravo.
Come al solito, quindi anche a Natale, avevo quasi digiunato...fino all’arrivo in tavola -come da tradizione- della frutta secca.
Non mi aspettavo, nè se lo aspettava la mia famiglia a tavola con me, che io allungassi la mano per assaggiare (forse dovrei dire divorare, ne mangiai davvero tanti) una cosa di cui sono sempre andata matta...i pistacchi.
Beh...male non mi fecero, al massimo dovetti sopportare le prese in giro di mio padre che affermò che ne avevo mangiato all’incirca mezzo quintale.
Oggi come allora, il pistacchio mi manda in estasi e per esser certa della sua bontà , faccio incetta del pistacchio migliore che esista al mondo: quello DOP di Bronte.
Ecco come ho scoperto un’azienda che produce le sue delizie utilizzando solo questo speciale pistacchio, la cui certificazione DOP è sinonimo di prestigio e qualità , oltre che di indiscutibile bontà : Marullo

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