martedì 8 maggio 2018

Life Style in viaggio presenta: Atene. La culla della civiltà Ellenica.

Come vi avevo premesso qualche tempo fa, vorrei arricchire la  sezione viaggi di Life Style ‘99, riproponendovi alcuni dei miei viaggi di cui avevo scritto sul noto sito di recensioni qualche anno fa, ma che ha di punto in bianco chiuso i battenti.
Avendo investito molto tempo ed impegno nella redazione dei miei diari di viaggio, tengo molto a “rimetterli in circolazione” sul web e quindi sul mio blog.
E poi chissà...più in là magari li porterò tutti su un blog dedicato solo ai viaggi.
Vi spiegavo che il viaggio le cui tappe vi sto riportando in queste pagine, era nello specifico una crociera Royal Caribbean, che ci ha permesso di visitare luoghi che difficilmente avremmo visitato altrimenti.
Ma devo ammettere che Atene ci era talmente piaciuta che siamo poi ritornati anche dopo.
Ma torniamo a noi, immergetevi nella cruise atmosphere (la compagnia di navigazione è americana, che lingua dovrei mai parlare?) e accompagnateci nella capitale ellenica. 
Diamo inizio alla magia della storia…
L’arrivo era previsto per le 6, ma a quell’ora stavamo dormendo di brutto...d’altronde riflettevamo che non avendo prenotato un’escursione organizzata, che eventualmente partissime molto presto (come ci era capitato illo tempore per lo scalo in Tunisia, sempre in crociera, ma in luna di miele), cosa ci faremmo noi ad Atene alle 6 del mattino quando è tutto chiuso???
Beh, bisogna anche dire che il Porto di Atene, ovvero il Pireo, non è così vicino alla città vera e propria, quindi pur essendo scesi dalla nave attorno alle 9, saremo ad Atene quasi un’ora dopo.
L’episodio più curioso della giornata si verifica subito, proprio per trasporto fino in città: dopo aver glissato tra taxi e tanti autobus turistici da 18 euro a testa  una gentilissima fanciulla ci indica semplicemente gli autobus di linea che ci porteranno in centro.
Il biglietto -ci dice- va fatto al chiosco e la fermata è sulla strada parallela a quella in cui ci troviamo. Arrivati  al chiosco (in edicola, diremmo noi) il signore (parlandoci in inglese, abbiamo parlato sempre in inglese ovunque!!!! Ragazzi in ascolto, studiate l’inglese perchè serve OVUNQUE!) ci dice invece di farlo a bordo.
Restiamo un attimo perplessi, assodato che la ragazza ci aveva appena detto il contrario, ma diamo per buona la sua risposta.
Saliamo a bordo e chiediamo al conducente di fare il biglietto per 3 persone e lui ci risponde: “You need no ticket“
Non c’è bisogno del biglietto? Cioè ad Atene si viaggia gratis????
Il viaggio sarà lunghetto, le strade sono un po’ sgangherate, ma soprattutto scopriamo che gli automobilisti sono molto indisciplinati.

Lungo il tragitto un anziano passeggero (sempre in inglese) ci fa notare che stiamo passando in prossimità del Campidoglio di Atene, dove si può assistere al cambio della guardia. Purtroppo ce ne siamo accorti troppo tardi per chiamare la fermata e l’autista prosegue senza che noi potessimo assistere all’evento. Allora il gentile signore ci fa notare che comunque siamo in prossimità della Plaka, una zona pedonale molto bella che vale la pena visitare. Al Campidoglio penseremo dopo, ci diciamo (ma non ci torneremo… 😒)
La Plaka è ancora più bella di come la immaginavo...un dedalo di stradine abbastanza strette, ricche di negozietti caratteristici e di ristorantini.
Ci sono molti negozi di artigianato locale, soprattutto pelletteria (tanto cuoio!!!), oggetti in legno d’olivo, souvenir vari ed abbigliamento...corteggio a lungo un abitino che trovo in versioni assai simili in diversi negozi, ma che non ho il coraggio di prendere, sapendo che -terminata la crociera- non lo userei più. Di tanto in tanto scorgiamo l’ingresso di qualche piccolo museo, come il  Children Museum (παιδικό μουσείο pron. Paidikç Musèio), ma soprattutto strabiliamo insieme notando che ci sono moltissimi gatti!!! Perfettamente integrati nel paesaggio, si lasciano coccolare dai passanti ed hanno la loro bella scodellina con l’acqua e/o la pappa fuori dai negozi.
Le persone sono molto cortesi, parlano tutti l’inglese e alcuni anche l’italiano.
All’improvviso ho uno shock: fuori dal bar c’è l’insegna di un noto marchio di caffè italiano!!! Finalmente il nostro caffè, senza offesa, altro che quella specie di brodino che ti propinano sulla nave! Ci fermiamo: costa molto più caro che in Italia (più del doppio) e non è esattamente come prenderlo a Piazza San Domenico Maggiore a Napoli, ma io sono in astinenza da caffeina e comunque "somiglia" decisamente al nostro espresso.
Proprio all’esterno di questo piccolo bar, poco sotto, la mia vista si sofferma su  delle rovine. Dall’esterno faccio qualche foto, la sensazione iniziale è che il sito archeologico sia chiuso. Ma mi sbaglio, anzi noto dal lato opposto l’ingresso.
Sono le rovine della Biblioteca di Adriano.
L’ingresso costa solo 2 euro. Ne varrà ben la pena, mi dico...poi la signorina mi suggerisce di comprare il biglietto unico che vale la visita a tutti gli scavi archeologici di Atene, Acropoli compresa, a 12 euro. Ed il piccolo entra gratis.
Ancora incerta,  le chiedo se l’Acropoli è lontana e se c’è eventualmente un autobus che porti lassù.  Sono 10-15 minuti a piedi, mi dice.
Come dire di no al Partenone??? Ok, vada per il biglietto da 12 euro: ce ne staccano un talloncino e dopo una visita e tante foto all’interno del sito, del quale ammiriamo i resti della facciata con le colonne ed il recinto rettangolare, su indicazione, ci avviamo verso una ripidissima salita.


Strada facendo, ci soffermiamo su un altro sito archeologico proprio nei pressi, l’Agorà Romana  (N.B. αγορà significa piazza, mercato), della quale ammiriamo i resti del colonnato in marmo bianco e qualche capitello, ma bisogna ammettere che una sorta di “ansiosa fretta” ci prende, nell’impazienza di raggiungere l’Acropoli.


In effetti,  in linea d’aria la distanza non appare tanta, ma a volte la strada è tanto ripida che pare di scalare un muro...in compenso, apprezziamo moltissimo il prezzo di una bottiglia di acqua ghiacciata a solo un euro: in Italia, in siti turistici, da nessuna parte ho visto un litro e mezzo d’acqua fredda ad un prezzo così abbordabile.
Poco oltre il chiosco dell’acqua, ecco l’ingresso del sito archeologico.
Ci ricontrollano il biglietto e ne strappano ancora un pezzetto.
C’è ancora una bella salita, talvolta a gradoni, lungo la quale spesso ci soffermiamo a leggere i cartelli (talvolta una sorta di  lapidi) con le iscrizioni in greco ed in inglese che indicano il nome del monumento o del frammento (resti di colonne, ad esempio) oltre che fornire informazioni  preziose.
Eccola là...ora si vede proprio bene. In verità si vedeva praticamente ovunque dalla Plaka, ma sembrava molto più lontana di quanto effettivamente sia.
Volete saperne di più?
Continuate a leggere qui il secondo capitolo della nostra visita ad Atene...



2 commenti:

  1. Ciao, ma che bella questa meta! adoro la Grecia e fino ad adesso stiamo facendo ferie tra le isole, Atene mi manca all appello ma voglio vederla assolutamente

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  2. sapessi quanto mi piacerebbe visitarla..... devo cercare di convincere mio marito a prendere almeno una settimana di ferie.....

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