martedì 8 maggio 2018

Life Style in viaggio presenta: l'Acropoli di Atene

Dov'eravamo rimasti?
Stavamo entrando nell'Acropoli di Atene...(qui il primo paragrafo della visita ad Atene)

L’etimologia della parola dice che Acropoli significa città alta o meglio la parte alta della città. Originariamente era il primo nucleo abitato di Atene, ma poi  divenne innanzitutto un luogo sacro, oltre che il rifugio degli ateniesi in caso di attacco dei nemici.
Sembra che fosse abitata già nel 3000 A.C. anche se fu nel periodo di Pericle che raggiunse la sua massima fama.
E’ stata  dichiarata (ovviamente) patrimonio dell'umanità dall'UNESCO nel 1987.
La nostra attenzione è catalizzata (come credo per buona parte dei visitatori) dal Partenone, il tempio dedicato ad Atena Parthenos, della quale era presente una statua criso-elefantina (cioè in oro e avorio) del celebre scultore Fidia, oggi purtroppo andata persa.
Il colonnato di marmo bianco è effettivamente spettacolare. E’ considerato un tempio dorico, anche se con caratteristiche ioniche.
Delle numerose metope (*) di Fidia -o dei suoi allievi-  rappresentanti scene storiche o mitologiche (quali la guerra di Troia o la vittoria sui Persiani...), alcune sono andate perdute perchè gravemente danneggiate nel corso dei secoli, altre sono conservate nel Museo archeologico di Atene e qualcuna anche nel British Museum o al Louvre...(metope viaggianti?)
[*la metopa è una sorta di lastra in marmo in bassorilievo o altorilievo raffigurante dei cicli quali scene storiche]
Resto tuttavia un po' delusa dalle numerose gru che lo circondano; nonostante mi avessero  avvertita della loro presenza, avevo sperato che i lavori fossero conclusi...mi sono tuttavia sforzata di fare qualche foto in cui le gru si vedessero il meno possibile.
Acropoli Atene





Proprio di fronte il Partenone, i resti del  tempio di Atena Poliàs (o Poliade) che era in pratica il tempio “ufficiale” per il culto di Atena prima che fosse costruito il Partenone.
Anche l’Erechteion è una struttura molto affascinante:  splendida la fila di cariatidi, la cui loggia custodirebbe la tomba di Cecrope.(chi? Direte...ok, datemi un secondo)
Sembra che proprio qui si sia disputata la leggendaria sfida tra la dea Atena e Poseidone, secondo la quale la città sarebbe stata consacrata alla divinità che avesse fatto il dono più gradito ed utile. Poseidone donò un carro da guerra (quindi la gloria militare), Atena invece donò alla città un  ulivo, simbolo di saggezza e prosperità...e questo fu il dono più gradito al re Cecrope.
Ed infatti la città si chiama Atene, mica Poseidonia!!!
E per questo, tanto presente nella storia della Grecia e di Atene in particolare è l’ulivo, sia nella produzione dell’olio che nella lavorazione del legno...Nella Plaka per esempio non pochi erano i negozi che vendevano oggetti in legno di ulivo o saponi e cosmetici all’olio d’oliva.



Abbiamo continuato a “studiarci” ogni singola pietra, i capitelli, i resti delle colonne sull’Acropoli mentre abbiamo aspettato pazienti che riaprisse il Museo Nazionale proprio accanto al Partenone. Dopo un po’ ci siamo chiesti quanto mai potesse durare questa pausa-pranzo! Allora mi sono rivolta al custode nella gabbiola di fronte al Partenone che ci ha spiegato che ormai quel museo è chiuso (delusione!!!!)... ma niente paura: è stato aperto il nuovo museo ed è facilmente raggiungibile uscendo dall’ acropoli.
l'ingresso del vecchio museo
Ok, allora si va...mentre abbiamo percorso parte della strada a ritroso e poi intrapreso nuovi sentieri scoscesi, abbiamo fatto diverse brevi soste per ammirare lo splendido Anfiteatro dell’Odeion di Erode Attico,  il Tempio di Themis, il Tempio di Asclepio , il tempio di Dioniso.
Da lontano, dall’alto vediamo uno splendido  tempio che sembra perfettamente conservato (certo, più del Partenone), ma sembra molto lontano e questo fa temere di non riuscire a visitarlo. Infatti non ci riusciremo, ma dalle piantine abbiamo identificato la struttura: è il Tempio di Efesto. Altrettanto dicasi dei resti del  Tempio di Zeus Olimpio che abbiamo ammirato, quando eravamo in prossimità del Partenone, dall’alto, notando in particolare una colonna crollata (un fulmine a metà del 1800, pare) e ricomposta orizzontalmente sul terreno, ma che poi a piedi, non siamo riusciti a trovare facilmente, complice la fretta.






Usciamo quindi dal sito dell’Acropoli, con una punta di tristezza, annusando un’ultima volta l’aria che profuma di storia…
Nelle vicinanze si trova il famoso Museo dell’Acropoli, aperto nel 2009 in sostituzione di quello che si trovava nei pressi del Partenone, che però non avremo il tempo di visitare, causa l’orologio tiranno (sono le 15 ormai) che ci ricorda che entro meno di un’ora dovremo prendere l’autobus per il ritorno per raggiungere il Pireo. Tuttavia ci avviciniamo almeno per dare un’occhiata all’ingresso e ci rendiamo conto che il nuovo museo è costruito su un sito archeologico, ovvero nell’area  antistante l’ingresso principale, camminiamo su una pavimentazione in vetro, sotto la quale sono visibili resti dell’antica città. L’ingresso costa 5 euro, ma come dicevo, non potremo approfittarne.
Allora decidiamo di fare gli ultimi passi per il centro, quando ci ricordiamo dell’Arco di Adriano, che avevamo intravisto all’andata, che dovrebbe essere molto vicino, il cui biglietto di ingresso dovrebbe essere compreso nel blocchetti di ticket acquistati. Tuttavia, altra delusione, scopriamo che chiudeva alle 15...ce lo siamo persi per un quarto d’ora sì e no. Mi limito quindi a fotografarlo solo dall’esterno.
scusate per i fili del filobus, non era possibile tagliarli senza disfare la foto originale
Proprio vicino all’arco si trova un piccolo chiosco per Informazioni Turistiche e chiediamo una mappa che conserveremo per ricordo, e -ancora perplessi- chiediamo ragguagli circa il biglietto dell’autobus che all’andata non abbiamo pagato.
Ci spiega che va pagato eccome… 😲
Non abbiamo capito come sia andata allora sul bus al Pireo, ma per sicurezza facciamo il ticket (solo gli adulti, ci spiega la gentile signorina) per far mestamente ritorno sulla Navigator of the Seas...non che la nave fosse triste, anzi tutt’altro...ma ci sarebbe piaciuto trattenerci ancora.
In definitiva
L’esperienza di Atene ci ha particolarmente coinvolti, saranno i miei studi classici, sarà il profumo della storia che permea la città, sarà la gentilezza della gente (imparate l’inglese!!!), tanto che abbiamo deciso di tornare in loco l’anno seguente, stavolta trattenendoci per un’intera settimana.
A dire il vero, eravamo a Maratona, 42 km di distanza (quella canonica delle maratone olimpiche), ma abbiamo avuto modo di tornare, rivedere ed approfondire.
Prossima puntata?
Sappiate che stavolta approderemo in un altro continente...ci vediamo a Kusadasi in Turchia.

8 commenti:

  1. Ho visitato alcune città in Grecia , ma Atene mi manca . Grazie per questo bellissimo reportage, ben dettagliato e con delle splendide foto . Un saluto, Daniela.

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  2. Ad Atene ci sono stata secoli fa in occasione del mio viaggi odi nozze! Con questo tuo post mi hai decisamente fatto venire voglia di tornarci! Grazie cara!

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  3. Wowww emozionante!!! Prima o poi mi piacerebbe andarci :) Non vedo l'ora di vedere le foto del tuo prossimo viaggio, grazie per questo bell'articolo ;)

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  4. E' un luogo pieno di mistero e fascino. Ci sono stata e me ne sono innamorata

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  5. Prima o poi mi sono ripromessa di visitarla..... mia cugina ha visitato tutta la Grecia e mi ha detto che Atene è stupenda

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  6. :-) ci vediamo a Kusadasi in Turchia, allora! :-)

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  7. Che bello, mi piacerebbe visitare la Grecia, ogni tanto con mio marito ne parliamo ma poi finisce sempre in un "nulla di fatto". Prima o poi ce la faremo! :D

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