Mascherine anti-Covid: ecco perché non possiamo farne a meno - Life Style '99

Mascherine anti-Covid: ecco perché non possiamo farne a meno

martedì, febbraio 02, 2021

Dall’inizio della pandemia di Covid-19 che ha tristemente caratterizzato l’anno 2020, l’utilizzo e la conseguente richiesta di mascherine e altri dispositivi di protezione è cresciuto enormemente. Questo perché si sono condotti sempre più studi a riguardo, che sono andati a dimostrare l’effettiva utilità di questi dispositivi di protezione.

Non soltanto è cresciuta la richiesta di mascherine in questi mesi, ma anche di altri strumenti di protezione individuale, come ad esempio i gel igienizzanti per le mani. Acquistarli è quindi diventato molto semplice, ad esempio si possono trovare mascherine e gel igienizzante mani sull’e-commerce Maskhaze, ma nonostante questo ci sono ancora molte persone che dubitano dell’efficacia delle mascherine.

Questi dubbi sono però completamente infondati, così come lo sono le affermazioni del tipo “le mascherine fanno più male che bene”. È assolutamente dimostrata che non è così, anzi molti studi scientifici dimostrano il contrario. Per fugare un po’ di dubbi e fare capire bene quanto siano importanti le mascherine è importante che venga capita qual è la modalità di contagio del coronavirus e come questo si trasmette da una persona all’altra.

Covid-19


Come si diffonde il coronavirus?

Normalmente, ogni volta che si parla, ma soprattutto ogni volta che si starnutisce e tossisce, vengono liberate delle particelle liquide di varie dimensioni: alcune infatti sono visibili e sono delle vere e proprie goccioli, altre invece sono microscopiche e invisibili e vengono chiamate droplets.

È proprio all’interno di queste goccioline che si nasconde il virus, e sono proprio queste il suo veicolo principale per la diffusione. Le goccioline, atterrando in prossimità di naso, bocca e occhi delle persone che ci stanno intorno, andando a infettarle. La maggior parte di esse però cade velocemente verso il basso per effetto della gravità.

Quelle più microscopiche, ovvero gli aerosol, restano invece sospese in aria per diversi minuti o anche ore, diffondendo maggiormente il virus. Quest’ultimo ha il diametro di solo 0,1 micrometri, e quindi sarebbe in grado di attraversare anche la trama più fitta di una mascherina, ma non è così.

Infatti il virus non è in grado in nessun modo di muoversi da solo in nessun mezzo, tantomeno in aria, dunque sarà sempre veicolato da particelle di liquido che sono di diametri maggiori, le quali invece possono essere fermate tranquillamente dalle mascherine.

L’efficacia delle mascherine a seconda della loro tipologia

Le mascherine N95 hanno una efficacia che va dal 90 al 95% nel filtrare gli aerosol in entrata e sono anche filtranti quasi allo stesso livello per quelli che sono gli aerosol in uscita, tranne per quelle che possiedono l’apposita valvola per espellere l’aria, che sono ovviamente più traspiranti.

Sull’efficacia delle mascherine chirurgiche e su quelle di stoffa rispetto al coronavirus si hanno molti meno dati, in quanto queste hanno sicuramente un potere filtrante più basso e vengono spesso anche indossate in modo scorretto, lasciando ad esempio scoperto il naso o non facendolo aderire correttamente al viso.

Secondo studi precedenti riguardo appunto alle mascherine chirurgiche, queste sembrano avere un potere filtrante di circa il 67% nel proteggere chi le indossa. Per quanto riguarda quelle di stoffa invece, si è visto che il cotone blocca circa la metà degli aerosol in entrata e l’80% di quelli in uscita con un diametro di 2 micrometri.

Aumentando gli strati di stoffa, aumenta anche il potere filtrante e anzi si è visto che se i vari strati sono fatti di materiali differenti, ad esempio cotone e seta, il potere filtrante diviene ancora maggiore.

Mascherine anti-covid


Un ricercatore clinico alla School of Medicine della Duke University a Durham, Eric Westman, ha condotto uno studio pubblicato in agosto in cui sono state testate 14 mascherine facciali chirurgiche e di stoffa utilizzando un laser e le fotocamere di alcuni smartphone.

Westman ha affermato di essere molto rassicurato dal fatto che la maggior parte delle mascherine utilizzate nell’esperimento si è mostrata funzionante, tranne per alcuni scalda colli in poliestere e spandex, che sembra abbiano semplicemente ridotto la dimensione delle goccioline in entrata e non la loro quantità, dimostrandosi addirittura più pericolosi del non coprirsi affatto.

Un altro studio che conferma la grande utilità delle mascherine nella lotta al Covid-19, è quello condotto da Kwok-Yung Yuen all’Università di Hong Kong. Questi, con i suoi collaboratori, hanno posto dei criceti sani in gabbie comunicanti con criceti malati, alcune delle quali protette dal materiale di cui sono fatte le mascherine e altri invece senza protezione.

Hanno notato che nelle gabbie senza protezione si ammalavano circa un terzo dei criceti, mentre invece in quelle dotate di protezioni non solo si ammalavano soltanto il 25% dei criceti, ma questi sviluppavano anche una forma di malattia molto più blanda rispetto agli altri.

Mascherine anti-Covid


Da questi e da molti altri studi condotti su questo argomento e consultabili su numerosi siti a carattere scientifico, si evince chiaramente che le mascherine sono fondamentali per contenere il contagio del coronavirus e che tutti dobbiamo utilizzarle nel quotidiano per il bene nostro e di chi ci circonda, almeno finché non si avranno soluzioni migliori e più efficaci, come ad esempio cure mirate e soprattutto un vaccino.

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