Caro papà , ti scrivo oggi per dirti le cose che non ho potuto o saputo dirti prima…
Ci sono cose che non andrebbero taciute.
Ci sono stati d'animo che ci portiamo dentro per anni, per una vita ed arriva il momento in cui bisogna far luce nel buio e pronunciare le parole mai dette.
Ci sono cose che andrebbero dette di persona, allora continui a rimandare a quel momento in cui ci si vedrà da vicino.
Tante volte si prende il telefono, si fa per selezionare il numero per parlare, ma...si riaggancia prima che dall’altro lato qualcuno risponda.
Allora si riflette...come si può?
Proviamo con un sms…
“Carò papà , mi manchi”...
Lo si rilegge solo per un attimo, ma anzichè cliccare su invio, clicchiamo su Annulla.
Una volta avremmo scritto una lettera, forse...la capacità di esprimere emozioni e insieme di riceverne era una caratteristica oggi inimmaginabile, in un mondo travolto dalla tecnologia.
Oggi si mandano mail o più spesso messaggini su WhatsApp, i poke su facebook, i twit su twitter…
Sacrosanto, per carità : il mondo si evolve, la tecnologia fa passi da gigante giorno dopo giorno, nuovi orizzonti facilitano la comunicazione fra persone anche lontane qualche migliaio di km.
Ma quando mandi poke al tuo vicino di casa sul tuo stesso pianerottolo, quando invii un messaggio su WhatsApp alla mamma in cucina, quando twitti i tuoi stati d’animo, anzichè confidarli al tuo migliore amico la sera davanti a un gelato, forse stai rischiando di perdere la cognizione del significato reale di “Comunicare”
Sul dizionario Treccani, tra le varie sfumature del termine Comunicare, ve ne sottolineo una in particolare:
“Essere in relazione con qualcuno istituendo un rapporto di comprensione e partecipazione”
Riflettiamoci un secondo...
“Comprendere e partecipare”...siamo sicuri che la via siano i social network?
“Essere in relazione con qualcuno”...ma si fa davvero via smartphone?
Ecco perchè Wind (per inciso, mio gestore telefonico da sempre), sebbene sia tra i leader indiscussi della telefonia -e quindi anche di queste nuove forme di comunicazione tecnologica- lancia una campagna nuova che vuole riportarci al VERO senso della comunicazione.
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Dopo essersi fatto conoscere dal pubblico sin dal primo istante per i concetti di trasparenza, chiarezza e semplicità , oggi Wind vuole sottolineare il tema della vicinanza, sicura del fatto che questi valori possono (e devono, sottolineo io) essere riconosciuti dal pubblico. Wind produce perciò un piccolo pezzo di cinema, un cortometraggio destinato al campo del web.
Vi prego, dedicate pochissimi minuti del vostro tempo per guardarlo.
Si tratta di un filmato commovente e delicato che ci invita tutti a comunicare di più con il cuore e meno con lo smartphone, perché guardarsi negli occhi, incontrarsi, magari abbracciarsi sarà mille volte volte meglio di qualsiasi chat o telefonata.
Perché la tecnologia è utile, spesso necessaria, quindi potente, ma non onnipotente.
Il tema è di grande attualità : quante volte si parla delle conseguenze di una tecnologia sempre più pervasiva nelle vite e negli affetti delle persone?
Quante volte siamo a tavola con i nostri amici, con la nostra famiglia e accanto alle posate abbiamo l’immancabile cellulare per poter (dover?) rispondere SUBITO a qualsiasi sms?
Questa campagna allora nasce per ricordare l’importanza di star più vicini alle persone e ai sentimenti.
Nel filmato vedremo appunto un uomo che sente il desiderio, la necessità di parlare a suo padre che non vede da tempo.
Fa per chiamarlo, per scrivergli una mail...ma desiste puntualmente. Allora si mette in viaggio e va da lui, perché vuole, anzi ha bisogno di parlargli.
E intanto i ricordi lo travolgono, quelli più belli, quelli un po’ tristi, che tutti insieme hanno formato quella persona ed il rapporto affettivo padre-figlio.
Il finale è commovente e significativo.
Il figlio giunto ormai a destinazione, rammenta di quella casa sul mare tanti episodi, l’ultimo in particolare, quando suo padre gli ha insegnato a nuotare.
Un uomo ed il suo bambino in mare insieme, una scena di vita comune, ma che esprime con chiarezza, in pochi fotogrammi, quello che è l’amore genitoriale e la classica ammirazione del figlio maschio per la figura paterna.
Ora sono di nuovo l’uno di fronte all’altro: stavolta un uomo adulto ed un uomo anziano, là ...nello stesso mare.
A volte la tecnologia non basta…
Caro papà , avrei tanto voluto dirti qualcosa di importante, ma non ho avuto il coraggio di dirtelo al telefono.
Non ho fatto in tempo, non ascolterai mai ciò che avevo da dirti, perdonami se puoi...






























































































































































































